Arte spirituale e artisti ricercatori

Non d’arte spirituale abbiamo bisogno, ma d’artisti spirituali. Di artisti che sappiamo intendere tutta l’infinita grandiosità della loro missione, tutta la responsabilità del potere a essi conferito, artisti che in una continua ascesi dello spirito, attraverso tutte le ricerche, tutte le esperienze, sia pure attraverso tutte le cadute, mirino a sviluppare la loro possibilità di comunione col mondo del divino e le loro alte intuizioni traducano poi per noi nelle forme dell’arte.
Tullio Castellani

ospite

Cao Yingbin

incontri

6 febbraio 2020

mostra

dal 7 febbraio all’8 maggio 2020

Viaggio in Occidente
opere su carta
a cura di Monica Dematté

«La resa pittorica di Cao Yingbin in queste opere su carta dedicate a luoghi d’arte da lui visitati in Italia (e alcuni anche in Francia) mostra una convinta noncuranza nei confronti di tutto quanto si insegna nelle accademie e privilegia invece un approccio totalmente soggettivo, ostenta un’apparente assenza di tecnica che è in sé una dichiarazione di intenti, quella di voler guardare la realtà con occhi nuovi, non condizionati da schemi e tecniche stantii. Con gli occhi di un bambino, Cao descrive le varie scene che lo hanno colpito cercando di comunicarne la vivezza, la spontaneità, anche perché per lui l’attività artistica non è un “mestiere”, non è perseguito al fine di trovare ammiratori, ma serve come continuo confronto con se stesso, con le sue reazioni di fronte alla vita attorno e dentro di sé».

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ospite

Christopher Taylor

incontri

2 ottobre 2019

mostra

dal 2 ottobre 2019 al 10 gennaio 2020

Tu che varchi questa soglia
fotografie di Christopher Taylor
a cura di Monica Dematté

«Mi piace camminare e so che Rimbaud e Verlaine si spostavano spesso a piedi. Questo fu il mio punto di partenza. Cominciai quindi col seguire i passi dei poeti sui sentieri, attraverso le foreste dei due versanti della frontiera franco-belga. Passai attraverso i villaggi industriali dove ancora risuonano i martelli delle fonderie nella bella valle della Semois. La natura rurale dei villaggi del lato belga della frontiera contrasta fortemente con quello industriale del lato francese. A sud di Charleville, dalle parti di Roche o di Juniville dove vivevano e lavoravano Rimbaud e Verlaine, la natura del paesaggio cambia di nuovo; spariscono le valli boscose per fare posto alla pianura e all’agricoltura.
Consapevole delle “stagioni” citate da Rimbaud decisi di suddividere la mia permanenza nelle Ardenne fra la primavera e l’autunno, ritornando per qualche giorno in inverno. Ho provato a immergermi nelle poesie e le immagini ne sono sgorgate naturalmente…». continua a leggere

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ospite

Zhang Jinhui

incontri

7 e 8 febbraio 2019

mostra

dall’8 febbraio all’8 marzo 2019

La linea della vita 生命线
Opere di Zhang Jinhui 张近慧作品

«Tutti i miei dipinti, non importa se grandi o piccoli, iniziano da una linea.
Anche dopo molto tempo, so esattamente da dove sono partita».
Zhang Jinhui

Leggi il saggio “Cominciare da una linea” di Monica Dematté

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