Franco Piavoli. Il dono dei sensi

natura

2007 f.to 21x26 pag. 198
fotografie 61 fotogrammi 80

edizioni di maieutica

edizioni di maieutica
natura

2007 f.to 21x26 pag. 198
fotografie 61 fotogrammi 80

Il catalogo della mostra sul regista bresciano organizzata a Centro Coscienza in collaborazione con la Fondazione Tullio Castellani e la Fondazione Cineteca Italiana. Presenta più di 60 fotografie che Piavoli scattò da ragazzo, i dipinti a olio in preparazione a una sequenza di Il pianeta azzurro e un’ampia scelta di fotogrammi tratti dalle sue pellicole. Una sorta di racconto evolutivo della natura e dell’uomo.

«nella fissità delle pose dei ritratti, nell’astrazione dei paesaggi, non sono solo l’autenticità e la verità a contare. si può forse ripetere per piavoli ciò che turroni scrisse di un altro lombardo, fotografo e poi cineasta (seppure dai percorsi pratici diversissimi), che la sua fotografia doppia la realtà, “secondo però una angolazione chiusa in un suo rigore stilistico”. espressioni di un talento precoce. davvero, ci appaiono oggi segni che “trasmettono delle scelte e dei giudizi sulla realtà, diventando esse stesse una nuova realtà totalmente diversa” (…)». gianni volpi

Uno sguardo che coglie aspetti inusitati e talvolta nascosti della realtà, così che per coloro che entrano in contatto e in sintonia con le sue opere, un ragno, una pozza d’acqua, un filo d’erba, anche un moscerino, o il proprio braccio, o la nuca di un operaio in autobus non saranno mai più quelle immagini indistinte su cui posavano occhi distratti e disinteressati. 

«nella fissità delle pose dei ritratti, nell’astrazione dei paesaggi, non sono solo l’autenticità e la verità a contare. si può forse ripetere per piavoli ciò che turroni scrisse di un altro lombardo, fotografo e poi cineasta (seppure dai percorsi pratici diversissimi), che la sua fotografia doppia la realtà, “secondo però una angolazione chiusa in un suo rigore stilistico”. espressioni di un talento precoce. davvero, ci appaiono oggi segni che “trasmettono delle scelte e dei giudizi sulla realtà, diventando esse stesse una nuova realtà totalmente diversa” (…)». gianni volpi

Uno sguardo che coglie aspetti inusitati e talvolta nascosti della realtà, così che per coloro che entrano in contatto e in sintonia con le sue opere, un ragno, una pozza d’acqua, un filo d’erba, anche un moscerino, o il proprio braccio, o la nuca di un operaio in autobus non saranno mai più quelle immagini indistinte su cui posavano occhi distratti e disinteressati.