Perché cuciniamo per chi cuciniamo

pagine quotidiane

2012 f.to 14,85x21 pag. 144

edizioni di maieutica

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Se fu necessario mangiare per vivere e sopravvivere, perché i nostri lontani progenitori, per sfamarsi, non si accontentarono di ciò che la natura offriva loro a portata di mano: frutta, erba, bacche, carni e pesci crudi? Perché ritennero indispensabile usare il fuoco per cucinare, lasciandoci in eredità quella loro abitudine che ci costringe a spignattare con tutto il dispiego di energie, tempo, utensileria e danaro?

Disegno in copertina gentilmente concesso da Artè, tratto dal blog: AAA Accademia Affamati Affannati

… ciò che davvero sembra contare è la qualità dei rapporti umani
che si costituiscono a tavola, e il cibo che offriamo
è piuttosto l’espressione del sentimento con il quale ci siamo preparati ad accogliere, e sarà un tramite per far sì
che questi rapporti siano il più possibile autentici.

Luisa Theodoli Quintavalle è stata traduttrice dal francese e dall’inglese
per le più importanti case editrici italiane, oltre che autrice di un volume di poesie.
Il ritrovamento di questo suo inedito è stato quasi casuale. Non si tratta
di un libro di ricette; poche se ne trovano qua e là, e solo come esemplificazione
di un tema – l’autrice stessa lo sottolinea nel suo Avviso all’eventuale lettore: “Questo non è un libro di ricette”.
Di che cosa si tratta allora? Di un manuale di bon ton? Nemmeno, anche se
di buone maniere si parla… Potremmo dire che si parla di educazione. Educazione all’alimentazione e al rispetto delle materie prime e delle persone, all’ascolto, all’accoglienza, insomma all’arte del cucinare e dell’ospitare.

… ciò che davvero sembra contare è la qualità dei rapporti umani che si costituiscono a tavola, e il cibo che offriamo è piuttosto l’espressione del sentimento con il quale ci siamo preparati ad accogliere, e sarà un tramite per far sì che questi rapporti siano il più possibile autentici.

Luisa Theodoli Quintavalle è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per le più importanti case editrici italiane, oltre che autrice di un volume di poesie.
Il ritrovamento di questo suo inedito è stato quasi casuale. Non si tratta di un libro di ricette; poche se ne trovano qua e là, e solo come esemplificazione
di un tema – l’autrice stessa lo sottolinea nel suo Avviso all’eventuale lettore: “Questo non è un libro di ricette”. Di che cosa si tratta allora? Di un manuale di bon ton? Nemmeno, anche se di buone maniere si parla… Potremmo dire che si parla di educazione. Educazione all’alimentazione e al rispetto delle materie prime e delle persone, all’ascolto, all’accoglienza, insomma all’arte del cucinare e dell’ospitare.
Disegno in copertina gentilmente concesso da Artè, tratto dal blog: AAA Accademia Affamati Affannati